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Banjo
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top
Il mwggmwgwbanjo (termine mwhainglese, mwhqpron. /ˈbænʤəʊ/, italianizzata in /ˈbɛnʤo/cite-ref-1[1]; in italiano anche mwjabangiocite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4], mwmqpl. mwmgbangi) è un mwmwcordofono di origini mwnaafricane, già popolare fra gli mwnqafroamericani durante la mwngguerra di secessione americana nella sua versione a cinque mwnwcorde e da allora largamente usato nella musica tradizionale mwoanordamericana.

Il suonatore di bangio è detto mwogbangioista.cite-ref-5[5]

Contents

Note

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Origini

Alcuni studiosi fanno risalire le origini del mwqgbanjo alla prima metà dell'mwqwOttocento, quando lo mwrastrumento assunse la sua forma attuale di mwrqcassa armonica costruita come un mwrgtamburo, con un meccanismo per regolare la tensione della pelle, dotata di un manico con quattro corde lunghe e una più corta, suonata dal mwrwpollice, usata come mwsabordone acuto. Lo stesso nome "mwsqbanjo" potrebbe essere una corruzione di mwsgbandore o mwswpandura, uno strumento musicale del tipo della mwtachitarra, oppure deriva da mwtqbania (o mwtgbanjar), il nome di uno strumento primitivo similare del mwtwSenegambia.

Composizione

La sua caratteristica preminente è data dalla cassa di risonanza, la cui tavola armonica non è di legno come nella maggior parte degli strumenti a pizzico, ma è costituita da pelle tesa su una cassa circolare.

La parte che produce il suono (in inglese mwuwpot) è realizzata con diverse tecniche costruttive. La più tipica, riconosciuta in mwvaliuteria come quella «ufficiale» e che nel corso degli ultimi centocinquant'anni ha incorporato la maggior parte delle innovazioni tecnologiche raggiungendo lo stato dell'arte attorno al 1930, è una struttura composita costituita da una fascia a forma di mwvqcorona circolare (mwvgrim), ricavata da più strati o blocchi di legno e poi tornita, alla quale è innestato il manico. Sulla sommità della fascia è incastonato un anello di risonanza (mwvwtone ring), a seconda dei casi ottenuto per mwwacalandratura e mwwqsaldatura da un mwwgprofilato d'mwwwottone a sezione tonda o piatta oppure tornito da una fusione in mwxalega di ottone o mwxqbronzo, sul quale è tesa la pelle. Un congruo numero di tiranti (mwxgbrackets, normalmente 24 ma le eccezioni sono tutt'altro che rare) ospitati dai caratteristici ricettacoli (mwxwbracket shoes) ancorati alla fascia oppure passanti attraverso una struttura portante collocata nella parte bassa della medesima, che in questo caso funge anche da mwyaflangia di raccordo tra l'esterno della fascia e l'interno del risonatore, provvede alla tensione della pelle mediante un cerchio scanalato o munito di tacche (mwyqtension hoop) che preme sul bordo della pelle. Quest'ultimo è avvolto attorno ad un sottile profilato metallico (mwygflesh hoop) se la pelle è naturale o saldato ad esso (mwywhead collar) se sintetica.

La cassa può essere o meno completata dal risonatore (mwzqresonator), che appare come una sorta di 'padella' rotonda di legno e si raccorda alla fascia mediante una flangia metallica artisticamente traforata e ne chiude parzialmente la parte posteriore creando una camera di risonanza. Ha la doppia funzione di riflettere le mwzgonde sonore all'esterno ma soprattutto verso l'interno della cassa, donando allo strumento, oltre ad un maggior volume, caratteristiche mwzwtimbriche e risposta mwaadinamica assai differenti rispetto al bangio a fondo aperto.

Un altro stile costruttivo meno diffuso, conosciuto come mwagzither banjo e perfezionato nel mwawRegno Unito, prevede il meccanismo di tensione della pelle per così dire integrato all'interno al risonatore, il quale costituisce struttura portante della cassa armonica e ne ospita gli altri elementi meccanici oltre a dare attacco al manico. La flangia, che in questo caso funge da cerchio tendipelle ma con cinematismo invertito (la pelle è tenuta in tensione da un anello metallico flottante spinto verso l'alto dalla tiranteria), viene fissata al bordo superiore del risonatore e assieme alla pelle ne costituisce una sorta di coperchio.

La pelle oggigiorno è sostituita da una sottile membrana di mwbqmwbgmylar, materiale sintetico adoperato sulla maggior parte dei bangi contemporanei che richiedono un timbro alquanto brillante. La versioni «classiche» o antiche mentengono la tradizionale pelle naturale, generalmente di mwbwvitello o di mwcacapra, la quale conferisce allo strumento un timbro più morbido ed omogeneo. Le corde, agganciate ad una cordiera metallica, a volte molto elaborata, trasmettono il suono alla pelle mediante un sottile ponticello in legno dal caratteristico disegno ad arcate. La cordiera si è evoluta nel tempo da semplice sede di ancoraggio delle corde a dispositivo in grado di influire sensibilmente sulla timbrica e sulla risposta dello strumento in virtù della propria massa e della pressione esercitata sul ponticello; questo è in genere sfruttato dai mwcqbanjo dotati di risonatore.

Lo strumento può essere costruito con diversi legni, le cui caratteristiche contribuiscono notevolmente a determinarne la timbrica al pari della tipologia costruttiva della cassa: per la fascia si usa quasi solo l'mwcwacero, mentre il manico e il risonatore (quando è presente) si fanno in genere con acero, mwdamogano o mwdqnoce. La mwdgtastiera, spesso filettata e negli strumenti più pregiati intarsiata con i tradizionali segnatasti floreali in mwdwmadreperla, è di mweaebano o mweqpalissandro. Negli strumenti più antichi era priva di tasti, configurazione ancor oggi mantenuta sulle moderne repliche dei bangi diffusi all'epoca della mwegguerra civile americana. Le parti metalliche sono in mwewacciaio e ottone, di solito mwfanichelate ma anche mwfqcromate o mwfgdorate, negli strumenti di pregio spesso riccamente cesellate. Le meccaniche di mwfwaccordatura conservano l'aspetto tradizionale «in linea» degli antichi piroli a frizione, gli stessi degli mwgastrumenti ad arco e mwgqliuti, grazie all'adozione di mwggingranaggi epicicloidali (mwgwplanetary) al posto del sistema a mwhavite senza fine e corona dentata (mwhqworm and gear) utilizzato su altri strumenti a corda e sul mwhgcontrabbasso.

Quasi tutti i bangi a quattro corde di concezione moderna hanno il risonatore; gli strumenti contemporanei che ne sono privi (mwiaopen back) sono per lo più a cinque corde. In genere associato a due distinte tipologie di anello di risonanza (a profilo mwiqcilindrico, mwigflathead, o a mwiwtronco di cono, mwjaarchtop), il bangio con risonatore ha un timbro secco e schioccante, con notevole volume d'emissione ed ampio spettro armonico; la versione a cinque corde è tipicamente usata nella musica mwjqbluegrass, di cui costituisce un elemento imprescindibile. Il tipo senza risonatore è caratterizzato da un transitorio d'attacco meno marcato e da un volume di suono inferiore, compensato da un sostegno prolungato e da una gamma timbrica più dolce. Si impiega tradizionalmente nella musica mwjgold time nordamericana dove la tecnica in uso (denominata mwjwfrailing o mwkaclawhammer), unica rispetto a quella di qualunque altro cordofono, si è evoluta principalmente in funzione dell'accompagnamento al mwkqviolino nell'esecuzione di musiche rurali da danza e sfrutta al massimo le naturali doti mwkgritmiche e mwkwcontrappuntistiche dello strumento.

Il mwmqbanjo può avere quattro corde (mwmgbanjo tenore a 19 tasti, mwmwbanjo tenore irlandese (o scala corta) a 17 tasti, mwnabanjo plectrum a 22 tasti) o cinque corde (mwnqbanjo a cinque corde a 22 tasti). Quest'ultimo è l'archetipo, il mwngbanjo per antonomasia; dal punto di vista mwnworganologico rappresenta l'evoluzione dei suoi antenati, rudimentali strumenti a tre corde dalla cassa ricavata da una zucca essiccata cui veniva inchiodata una pelle animale, e da esso si sono in seguito sviluppati tutti gli altri tipi di mwoabanjo. La quinta corda, che suonata a vuoto dà la nota più acuta, è più corta delle altre. Posizionata sopra la quarta corda, quella che produce la nota più grave, è allineata con le altre all'altezza del ponticello, ma l'altro capo non arriva alla paletta: viene accordata da una meccanica innestata all'altezza del 5º tasto nel lato superiore del manico, dove quest'ultimo si allarga per ospitarla. In origine il bangio montava corde in budello; successivamente, di pari passo con l'evoluzione dello strumento, delle tecniche impiegate e delle esigenze timbriche, furono adottate corde metalliche; oggi sono in uso entrambe le incordature, acciaio e mwoqnylon, in linea con le caratteristiche organologiche e gli stili esecutivi di entrambi i tipi di mwogbanjo.

Nel bangio tenore, il cui nome curiosamente non corrisponde all'effettiva tessitura armonica, l'accordatura normale è quella per quinte giuste (DO-SOL-RE-LA, equivalente a quella della mwpqviola e della mwpgmandola contralto: dovrebbe pertanto chiamarsi 'mwpwbanjo contralto'). Nella musica irlandese è tuttavia largamente utilizzata l'accordatura (SOL-RE-LA-MI) sia sul banjo a 19 tasti, sia soprattutto sulla versione a 17 tasti e scala ridotta. Questo consente al bangio di doppiare le stesse partiture di mwqamwqqfiddle e mwqgmandolino, ma un'ottava più bassa. L'accordatura SOL-RE-LA-MI è stata diffusa principalmente da mwqwBarney McKenna dei mwraThe Dubliners e da allora resta la più utilizzata nell'ambiente folk irlandese e celtico. Nella versione a 19 tasti l'estensione è di tre mwrqottave e una terza maggiore; il mwrgbanjo plectrum, usualmente accordato DO-SOL-SI-RE (oppure RE-SOL-SI-MI, come le prime quattro corde della chitarra in ordine 4-3-2-1, la cosiddetta mwrwaccordatura Chicago), ha un'estensione di tre ottave. Entrambi si suonano con il mwsaplettro. L'estensione del bangio a cinque corde in accordatura standard, due ottave ed una settima minore, è inferiore a quella del bangio tenore; tuttavia questa limitazione viene ampiamente compensata dalla versatilità della tecnica di mwsqarpeggio utilizzata sullo strumento. Alcuni bangi hanno anche 8 corde e raddoppiano la nota della singola corda.

Varianti

Banjitar

Il mwtqbanjitar o mwtgganjo (mwtwparola macedonia fra banjo e mwuachitarra) è un banjo a sei corde accordato come una chitarra.

Banjolele

Il mwuwbanjolele possiede la tipica cassa di risonanza di un banjo, ma il manico e le corde di un mwvaukulele.

Banjo basso

Questo raro strumento è attrezzato per avere mwvwcorde più spesse e che producono un suono più grave.

Utilizzo

Il banjo a quattro corde ha goduto di una grandissima popolarità nel mwwgjazz degli mwwwanni venti e mwxatrenta del secolo scorso grazie alla sua sonorità che ne consentiva una maggiore udibilità rispetto alla chitarra, la quale pure fu il primo strumento suonato a mwxqNew Orleans. Fra i virtuosi si ricordano Harry Reser per il mwxwbanjo tenore ed Eddie Peabody per il mwyqbanjo plectrum.

Oggi l'uso del bangio a quattro corde è confinato fra le formazioni mwywmwzaDixieland che ripropongono il jazz delle origini e ne sconta quindi una diffusione relativamente scarsa. Un'importante eccezione è rappresentata dal mwzqfolk mwzgirlandese, che vanta numerosi gruppi e solisti in attività nonché appassionati ascoltatori in tutto il mondo. In quest'ambito il mwzwbanjo tenore sovente monta un manico a scala ridotta, a 17 tasti, il che consente di ridurre l'estensione dei 'balzi' che la mano sinistra è costretta a compiere nell'esecuzione delle articolatissime mw0amelodie e delle rapide ornamentazioni tipiche della mw0qmusica celtica. L'accordatura irlandese mantiene gli mw0gintervalli di quella del mw0wbanjo tenore statunitense, ma è trasportata una quinta più in basso: SOL-RE-LA-MI, corrispondente a quella della mandola tenore (e più in linea con l'appellativo di 'mw1abanjo tenore'). Oltre alla tessitura più grave e alla frequente scelta del manico corto, una particolarità del bangio tenore irlandese è data dal timbro ricercato, sul quale influisce molto la scelta del mw1qplettro utilizzato, e dall'uso delle triplette come mw1gembellishment. Benché il plettro sia il metodo più utilizzato per suonare il mw1wbanjo tenore irlandese, alcuni musicisti adoperano il mw2athimble, un cilindretto di materiale sintetico indossato sull'indice della mano destra ed impiegato «di taglio», il quale impartisce allo strumento un suono più scuro e corposo rispetto al timbro acuto e metallico abituale.

Il mw3wbanjo a cinque corde con risonatore, tipico della musica bluegrass, si suona pizzicando le corde con tre plettri a ditale, uno in mw4acelluloide per il pollice e due in mw4qalpacca per mw4gindice e mw4wmedio della mano destra. Questi particolari plettri da indossare (mw5afingerpicks), che non sono mw5qunghie artificiali ma rivestono i polpastrelli delle mw5gdita, enfatizzano l'attacco e la scorrevolezza sulla corda facilitando l'esecuzione dei caratteristici schemi di arpeggio per suonare in maniera coordinata melodia ed mw5warmonia.

mw6qEarl Scruggs negli anni della mw6gseconda guerra mondiale è stato l'iniziatore di questa tecnica, che da lui ha preso il nome (mw6wScruggs-picking o mw7aScruggs style). La tecnica si è poi evoluta grazie all'inventiva di altri grandi bangioisti come, ad esempio, Bill Keith (perfezionatore del cosiddetto mw7gmelodic style), Don Reno (mw8aReno style) e mw8qBéla Fleck.

Il bangio a cinque corde possiede diverse accordature, sviluppatesi a partire da usanze regionali: a causa delle origini esotiche lo strumento non ha una sua storia nella liuteria classica, come per esempio il violino o la chitarra, e gli stili esecutivi sono in continua evoluzione così come le tecniche costruttive. La tradizione musicale delle montagne del sud degli Stati Uniti ha distillato quattro o cinque grandi famiglie di accordature; se nel mw8wbanjo contemporaneo si è consolidata l'accordatura standard (sol-RE-SOL-SI-RE, in cui le corde suonate a vuoto formano un mw9aaccordo di sol maggiore), nella versione arcaica le accordature d'uso comune che il musicista è tenuto a conoscere sono diverse: quella in sol modale (sol-RE-SOL-DO-RE), quella 'classica' in do (sol-DO-SOL-SI-RE tipica del periodo a cavallo tra l'Ottocento ed il Novecento in cui con il banjo si eseguivano brani di mw9qmusica classica), in do (sol-DO-SOL-DO-RE, ottimizzata per la tecnica mw9gclawhammer), in fa (fa-RE-SOL-DO-RE), in fa modale (fa-DO-FA-DO-RE) ed in re (la-RE-FA#-LA-RE). Queste accordature, a ciascuna delle quali fa ovviamente capo un differente schema di diteggiatura, hanno a loro volta una nutrita serie di varianti e possono essere trasposte sulla tastiera mediante l'uso di un mw9wcapotasto mobile, permettendo così allo strumento di eseguire musiche in ogni tonalità pur mantenendo diteggiatura e fraseggi originari.

La famiglia dei bangi comprende anche diversi ibridi, cioè strumenti che uniscono al timbro ottenuto dalla cassa armonica del mw-qbanjo l'accordatura e la tecnica esecutiva di altri cordofoni dai quali derivano il manico: il banjo-mw-gukulele (quattro corde in nylon accordate LA-RE-FA#-SI), il bangio-mw-wmandolino (quattro corde doppie accordate SOL-RE-LA-MI), il bangio-chitarra (sei corde accordate MI-LA-RE-SOL-SI-MI, ma ne esiste una realizzazione a dodici corde), il mw-abanjo-mw-qcavaquinho (quattro corde accordate RE-SOL-SI-RE) ed il bangio-basso, dalla cassa di maggiori dimensioni con manico in proporzione, generalmente accordato MI-LA-RE-SOL.

Il bangio-chitarra può essere suonato indifferentemente a plettro o con le dita. È nato dalla necessità di avere maggiore volume di suono rispetto alla chitarra e fu molto usato a New Orleans (Bud Scott e Johnny St. Cyr) ed anche per il mwaqeblues ("Papa" Charlie Jackson).

Note

cite-note-11. mwaqgmwaqkLuciano Canepari, mwaqomwaqsbanjo, in mwaqwmwaq0Il DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, mwaq4ISBNmwaq8 88-08-09344-1.
cite-note-22. mwarq mwarumwaryBruno Migliorini mwarcet al., mwargmwarkScheda sul lemma "bangio"mwarw, in mwasqmwasuDizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwasyISBNmwasc 978-88-397-1478-7.mwask
cite-note-33. citerefgarzanti-bangiomwas0mwas4Bangio, in mwas8Grande Dizionario di Italiano, Garzanti Linguistica.
cite-note-44. mwatmLemma "mwatqbangio" in mwatuAldo Gabrielli, mwatyGrande dizionario italiano.
cite-note-55. •citerefgarzanti-bangioistamwatomwatsBangioista, in mwatwGrande Dizionario di Italiano, Garzanti Linguistica. • mwat4mwat8mwauabangioista: significato e definizione - Dizionari, su mwauedizionari.repubblica.it. mwauiURL consultato il 13 aprile 2021. • mwauqmwauumwauyDIZIONARIO ITALIANO OLIVETTI - bangioìsta, su mwaucwww.dizionario-italiano.it. mwaugURL consultato il 13 aprile 2021. • mwauomwausmwauwLo Zanichelli inverso: le parole dell'italiano in ordine alfabetico da destra a sinistra, Zanichelli, 2004, mwau0ISBNmwau4 978-88-08-19842-6. mwavaURL consultato il 16 aprile 2021. • mwaviGiacomo Devoto e Gian Carlo Oli, mwavmmwavqIl Devoto-Oli 2010mwavu : vocabolario della lingua italiana, Mondadori Education, 2009, mwavyISBNmwavc 978-88-00-20840-6. mwavkURL consultato il 16 aprile 2021. • mwavsPasquale Stoppelli, mwavwmwav0Garzanti italiano, Garzanti linguistica, 2003, mwav4ISBNmwav8 978-88-480-0042-0. mwaweURL consultato il 16 aprile 2021.

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Collegamenti esterni

• citerefsapere-itbanjo, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) banjo, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.